DIANA CATALDO – Nuovo tentativo di occupazione ieri da parte degli studenti del liceo Vittorini. Per la terza volta in meno di venti giorni, preside e professori al loro arrivo hanno trovato il cancello di ingresso della scuola chiuso con una catena. È stato necessario l’intervento della polizia per convincere gli studenti a lasciare libero il passaggio, mentre fuori all’istituto una folla di genitori e giovani contrari all’occupazione protestava con forza contro un’iniziativa che ha visto la partecipazione di quindici studenti in tutto. Confusione, qualche momento di tensione ma nessun incidente. Sul posto anche uomini della Digos e una squadra di vigili del fuoco pronti ad intervenire per rompere la catena con la forza. Non è stato necessario: «I ragazzi si sono decisi a lasciarci entrare senza opporre resistenza», racconta il vicepreside Nello Grisolia. Alle nove del mattino era tutto finito. Gli studenti sono entrati a scuola e hanno svolto regolarmente lezione, mentre docenti e dirigenti cercavano di capire le ragioni dell’iniziativa. Scene già viste nell’istituto di via Domenico Fontana, dove la polizia è intervenuta la prima volta lo scorso 22 ottobre. Dopo lunghe trattative con preside e professori, gli studenti decisero di liberare l’istituto. Una settimana dopo nuova occupazione, anche in questo caso durata solo pochi giorni e conclusasi con la decisione spontanea dei ragazzi di sostituire la forma di lotta del presidio fisso con quella eventuale dell’autogestione. «È importante mantenere sempre aperto il confronto con i giovani – sostiene il professore Grisolia – Dialogo ed educazione, è su questo che si basa la scuola. Le forze dell’ordine hanno sempre collaborato con noi, tutto si è svolto in un clima sereno». La maggior parte dei ragazzi del Vittorini ieri ha contestato l’iniziativa dei compagni che hanno deciso di occupare. Il gruppo dei quindici giovani invece si difende: «Questo ormai è l’unico modo per farsi sentire». Una scelta controcorrente quella di occupare la scuola, dal momento che in città ormai quasi tutti gli istituti sono stati sgomberati. Ieri anche il Margherita di Savoia è stato liberato dagli studenti in vista di una collaborazione con i docenti, mentre resta occupato il liceo Artistico, dove oggi si terrà un incontro tra ragazzi e genitori (che lamentano il fatto di non potere ancora accedere alle cedole librarie). Tra gli studenti c’è grande attesa per la manifestazione del 14 novembre. Ieri una delegazione del comitato studentesco si è recato alla stazione con un cartello per richiedere un trattamento speciale per la trasferta romana. L’iniziativa – hanno sottolineato i ragazzi – è stata realizzata all’interno della stazione solo simbolicamente e non perché i ragazzi siano intenzionati a trattare con Trenitalia. I treni, aggiungono, vanno assolutamente concessi, per motivi di ordine pubblico e sicurezza. «In occasione della manifestazione nazionale del 14 – hanno reso noto gli studenti – Trenitalia ha reso disponibile lo sconto comitive del 30% che comunque non soddisfa le nostre esigenze. Partiremo con gli intercity in prima mattinata e chiediamo un accordo col prefetto di Napoli che possa soddisfare le nostre esigenze, che sono quelle di uno spostamento previsto di circa 4mila studenti. Siamo disposti a fare la nostra parte con iniziative per autotassarci e autofinanziarci, e vogliamo almeno un treno speciale con relativi biglietti gratuiti». Oggi pranzo sociale a San Marcellino, aperitivi a Giusso e dalle 21 spettacoli ai Decumani. Gli studenti medi e universitari hanno lanciato una nuova «notte bianca».









